Inseminazione artificiale “fai da te”, evoluzione o delirio sociale?

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In molti film di fantascienza troneggia la frase “Il futuro ha inizio” e nel 2017 che tende al 2018 questa frase si dimostra sempre più vera, la scienza ha indubbiamente fatto passi da gigante.
Ma non si parla in questo caso di computer o smartphone o di tecnologia in generale, si parla di qualcosa che, se visto con gli occhi già solo dei nostri genitori è realmente fantascienza: l’inseminazione artificiale e le tecniche di fecondazione assistita fai da te.


Termini come purezza della razza e simili non sono nuovi, l’eugenetica affonda le sue radici nei secoli addietro, ma cosa c’entra questo con l’inseminazione artificiale? Forse questa branca della scienza ha trovato il modo di creare i “superuomini”?

Fortunatamente no, non è questo il tema dell’articolo, ma di sottolineare una forte “evoluzione” (se così la vogliamo chiamare a seconda dei punti di vista) delle tecniche di inseminazione artificiale. In pratica vengono saltate le classiche operazioni di donazioni di sperma, donne che prestano il proprio utero e simili, a fronte della possibilità di ricevere un kit “fai da te” per la procreazione “a domicilio”.

Più semplice? Più economico? Più efficace? Più sicuro? Più veloce?
Questo sarà il futuro a stabilirlo soprattutto perché si pongono serissimi problemi etici da affrontare sulla questione.

Di sicuro il costo è minore, dalle migliaia di euro che si spendono nelle strutture per l’inseminazione e fecondazione assistita e se vogliamo, e minore è la complessità delle procedure (esami, visite ecc.) necessarie per la buona riuscita della procedura. Ovviamente bisognerà sempre tener presente la legislazione vigente nel paese in cui ciò verrà praticato, che sappiamo variare notevolmente da paese a paese.

Si passa a cifre decisamente minori per poter ricevere a casa propria il kit che serve per potersi inseminare artificialmente da casa. Il kit è abbastanza semplice: una fiala di sperma del donatore sconosciuto, opportunamente messa sotto ghiaccio, un opuscolo con le istruzioni e una siringa, il tutto ci arriva da una banca del seme molto grande e questa procedura sta prendendo piede in Inghilterra, in America ma arriva dall’Olanda. Attualmente non ci sono dati sui risultati ottenuti dalle centinaia di donne che si sono sottoposte a questa procedura.

Le consuete tecniche di inseminazione artificiale

 
Comunque, come nelle consuete tecniche di inseminazione artificiale, la donna ha la possibilità di scegliere le caratteristiche del donatore di sperma, seguendo le debite istruzioni la donna può eseguire l’operazione di inseminazione da sola e portare a termine una “normale” gravidanza. 
Mettiamo le virgolette solo per indicare che la gravidanza è normale secondo i comuni standard, anche se il modo in cui si è sviluppata di normale non ha molto.

D’altra parte è la donna stessa che sceglie questa nuova tecnica volontariamente, tecnica che pur sembrando perlomeno bizzarra, permette di aggirare delle situazioni, finanziarie e non, che prima erano necessarie per ottenere tale risultato.

Ora il fatto che queste tecniche siano in uso in altri paesi europei e in USA non per forza vorrà dire che verranno permesse anche in futuro dalla legislazione europea o che si diffondano legalmente anche nel nostro paese. Rimane comunque importante segnalare il fenomeno.

Speculazioni politiche a parte tutto questo però porta ad un interrogativo: se invece di affidarsi alle banche del seme ci si affidasse non strettamente controllate e certificate,  quali potrebbero essere le conseguenze?
Con l’uso di Internet il rischio è di poter aggirare controlli e legislazioni, la domanda quindi si pone, cosa vieta in questo momento ad un privato di mettere in vendita il proprio seme e mandarlo al destinatario?
Una banca del seme testimonia la validità del seme che viene opportunamente esaminato, la qual cosa non si può dire di un privato, quindi le legislazione dovrà intervenire sicuramente in maniera più serrata e specifica.

Se la cosa può essere valida da un punto di vista finanziario e burocratico, permettendo di scavalcare regole e regolamenti e abbassando i costi come la mettiamo con questioni riguardanti etica, sicurezza, qualità e la salute?
Se da un lato questo ci dimostra che anche l’inseminazione artificiale sta mutando nel tempo, da un altro ci si può chiedere dove si andrà a finire con queste nuove tecniche di procreazione, si arriverà al punto in cui i vecchi metodi naturali sembreranno obsoleti?

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